Testamento biologico. La chiesa valdese di Pinerolo impegnata a fianco della società civile

di Agenzia NEV del 2 marzo 2011

Presentata ieri sera l'iniziativa dell'apertura di uno sportello per la raccolta delle direttive di fine vita


Roma (NEV), 2 marzo 2011 - Anche a Pinerolo la chiesa valdese è impegnata, insieme alla società civile, nella raccolta delle direttive di fine vita. Dal 9 marzo prossimo sarà possibile depositarle allo sportello che si situerà in un locale attiguo al tempio valdese, e che sarà aperto ogni secondo e quarto mercoledì del mese. L'iniziativa, lanciata ieri sera in collaborazione con l’associazione "Valore Laicità Alberto Barbero", si aggiunge alle tante che già vedono coinvolte le chiese valdesi e metodiste in varie città della penisola.
La serata di informazione dal titolo "Liberi di scegliere, campagna per la compilazione e la raccolta dei testamenti biologici", ha visto una grande partecipazione di pubblico. "Compilare il proprio testamento biologico – ha detto il pastore di Pinerolo Gianni Genre – vuol dire riaffermare il diritto di scelta senza imporre a nessuno una visione del mondo o una etica particolare". Un'iniziativa che per il pastore Genre si fa oggi ancora più pressante, data l'imminente discussione alla Camera del ddl Calabrò, già approvato al Senato nel 2009, a pochi mesi dalla morte di Eluana Englaro. Prevedendo l'alimentazione e l'idratazione forzata, per Genre, se approvato, si tratterebbe di un "lascia passare per l'accanimento terapeutico, una legge coercitiva che non dovrebbe mai vedere la luce".
Alla serata sono intervenuti anche Elio Salvai, presidente dell’associazione Barbero, nonché l’avvocato Sergio Gentile, il quale a Milano ha seguito un'analoga iniziativa promossa dalla chiesa valdese. Nell'esporre le implicazioni legali, Gentile ha messo l'accento sulla figura del "fiduciario", difensore delle volontà espresse dall'estensore del testamento biologico. "L’impegno della nostra chiesa è di batterci per i diritti di tutti – ha concluso Davide Rosso, presidente del concistoro della chiesa valdese di Pinerolo –. Qui si sta parlando della libertà della persona. Di una persona capace di relazioni e quindi di una vita biografica, mai soltanto biologica, come affermato anche nell’atto sinodale del 2007".


Venerdì 04 Marzo,2011 Ore: 12:38